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Costituire un'Associazione

Un’Associazione è un gruppo di persone che si riuniscono per perseguire uno scopo comune, solitamente altruistico o a favore delle collettività, attraverso delle regole da essi stabilite e una stabile organizzazione (non professionale).

La caratteristica principale di un’Associazione è quella di non svolgere (o quanto meno non svolgere in maniera prevalente) attività commerciale.

 

Per costituire un’Associazione nella sua forma più semplice, ossia Associazione non riconosciuta, bisogna:

  • Individuare uno scopo comune;

  • Nominare le figure di Presidente, Vicepresidente e Segretario (per costituire un’Associazione bisogna essere almeno in 3 persone);

  • Redigere l’atto costitutivo e lo statuto;

  • Richiedere attribuzione codice fiscale;

  • Registrare presso l’Agenzia delle Entrate competente l’atto costitutivo e lo statuto (registrazione atti privati).


 

  1. Associazione non riconosciuta

Un’Associazione non riconosciuta è priva di personalità giuridica, ciò significa che non vi è autonomia patrimoniale perfetta e quindi non vi è un’effettiva distinzione tra il patrimonio dell’Associazione e quello dei membri che la rappresentano. Pertanto dei debiti contratti dall’Associazione risponderà quest’ultima con il proprio patrimonio, ma anche i rappresentanti della stessa con il loro patrimonio.

E’ però la forma più utilizzata, in quanto è il modo più semplice e veloce per creare un’Associazione e non richiede infatti particolari burocratiche o atti pubblici.

(Se si intende ottenere la personalità giuridica, potrebbe essere opportuno richiedere l’iscrizione al RUNTS, infatti il Codice del Terzo Settore ha previsto una procedura agevolata per ottenere la personalità giuridica contestualmente alla richiesta di iscrizione al registro).

2. Individuare uno scopo comune

Normalmente gli scopi delle Associazioni sono di natura altruistica o comunque finalizzati allo svolgimento di attività in favore della collettività.

Il Codice del Terzo Settore (applicabile a qualsiasi associazione) sancisce che gli Enti del Terzo Settore (ETS) si costituiscono per il perseguimento senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

L’art. 5 del Codice del Terzo Settore indica le possibili attività che un ETS può avere.

Anche se il Codice del Terzo Settore diventerà effettivamente applicabile nel 2019/2020,si sconsiglia di iniziare sin da ora ad applicare la nuova disciplina degli ETS, in modo da non dover affrontare problemi di sorta nel futuro.

3. Atto Costitutivo e Statuto

Ai sensi dell’art. 36 c.c. l’Associazione non riconosciuta è regolata dall’accordo degli associati, infatti Atto Costituivo e Statuto altro non sono che contratti tra gli associati volti a definire l’Associazione e a regolarne il funzionamento.

 

L’Atto Costitutivo deve contenere:

  • Denominazione dell’Associazione (N.B. il Codice del Terzo Settore impone che tutti gli Enti del Terzo settore riportino all’interno della denominazione la dicitura ‘Ente del Terzo Settore o ETS’);

  • Principi fondanti l’Associazione;

  • Lo scopo (specificare sempre assenza scopo di lucro);

  • Attività principale;

  • Generalità soci fondatori e conferimenti prestati;

  • Composizione Consiglio Direttivo.

 

Lo Statuto deve contenere:

  • Denominazione;

  • Dettaglio attività svolte;

  • Modalità finanziamento e raccolta fondi;

  • Utilizzo fondo comune;

  • Regole sulla rappresentanza dell’Associazione e poteri di delega;

  • Criteri per ammissione e espulsione soci;

  • Regole per l’elezione delle cariche sociali;

  • Disciplina e compiti degli organi dell’Associazione;

  • Regole sulla presentazione del bilancio annuale;

  • Regole sullo scioglimento dell’Associazione e sulla destinazione del fondo comune (N.B. inserire divieto di distribuzione del fondo comune e obbligo di destinazione ad altri ETS).


4. Attribuzione del codice fiscale

E’ necessario che all’Associazione venga attribuito un codice fiscale (la P.iva non è necessaria se non si svolgono attività commerciali) per poter validamente operare e svolgere le proprie attività istituzionali.

Il codice fiscale si richiede all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, attraverso la compilazione del modello AA5/6 (scaricabile al link https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Istanze/Codice+fiscale+modello+AA5_6/Modello+e+istruzioni+CF+AA5_6/?page=istanzeentipa). E’ necessario che venga presentato dal Presidente dell’Associazione o da altra persona espressamente delegata.

 

Bisogna allegare copia dei documenti di identità del Presidente e eventualmente atto costitutivo e statuto.

L’attribuzione del codice fiscale è gratuita.


 

5. Registrazione dell’Atto Costitutivo e Statuto

Il passaggio conclusivo dell’iter di costituzione di un’Associazione è la registrazione dell’Atto Costitutivo e dello Statuto presso l’Agenzia delle Entrate competente.

Gli atti si registrano nell’apposita sezione ‘atti privati’, ogni atto deve essere presentato in duplice copia (originale + copia). Bisogna poi consegnare le marche da bollo in relazione al numero di pagine di ogni atto, in particolare una marca da Euro 16,00 ogni 4 pagine (le marche da bollo devono avere data precedente a quella dell’atto costitutivo e dello statuto).

La richiesta di registrazione si presenta attraverso la compilazione del ‘modello 69’, scaricabile al link https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Pagamenti/Registrazione+atti/Modelli+e+istruzioni+registrazione+atti/?page=schedepagamenti.

Bisognerà infine versare la relativa imposta di registro attraverso l’apposito modulo F23, determinata in misura fissa per Euro 200,00.


N.B.

Il Codice del Terzo Settore ha istituito il Registro unico nazionale del Terzo Settore, ciascun associazione o organizzazione no profit, se vorrà diventare un ETS e ottenere l’applicazione della normativa contenuta del Codice dovrà obbligatoriamente iscriversi ad una delle sezioni del RUNTS.

Gli Enti che non si iscriveranno al RUNTS vedranno applicata la normativa vigente in tema (codice civile, DPR 917/1986…).

Per gli Enti di più grandi dimensioni o in ogni caso più strutturati o che hanno collaborazioni continuative con le pubbliche amministrazioni, è certamente consigliabile divenire un ETS ed iscriversi al registro, in modo tale da usufruire delle agevolazioni del Codice del Terzo Settore.

Ma attenzione, diventare un ETS comporta anche adempimenti e oneri, motivo per cui per le organizzazioni più piccole e meno strutturate non sempre può essere la scelta migliore, dipende dal tipo di attività da svolgere, nonché dalle specifiche esigenze.

 © Avvocato Valentina Mosca | Tutti i diritti son riservati
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